Neutrinos Through Design

Fondamenti e origine

Il Sistema Human Design

Human Design è una mappa della meccanica individuale della vita e un invito alla sperimentazione personale: non è un dogma, né un'etichetta della personalità, né uno stile di vita passeggero.

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Da dove viene Human Design?

Il Sistema Human Design risale a Ra Uru Hu. Egli ne descrisse l'origine come un'esperienza intensissima durata otto giorni nel gennaio 1987, durante la quale gli fu trasmessa, tra le altre cose, la struttura del sistema. Nei circa 25 anni successivi sviluppò e insegnò il sistema fino alla sua morte, avvenuta nel 2011.

Nel proprio modello, Human Design combina elementi dell'I Ching, uno dei più antichi insegnamenti sapienziali orientali, dell'astrologia occidentale, della Cabala ebraica e del sistema dei chakra induista-brahmanico con concetti di genetica, astronomia e fisica. Da questa unione è nato il BodyGraph, o grafico corporeo, una rappresentazione nuova e autonoma composta da nove centri, porte e canali.

Come sistema integrativo, Human Design unisce insegnamenti sapienziali orientali e occidentali a concetti della genetica e della fisica dei neutrini. Contiene sia presupposti spirituali e metafisici sia fatti fisici, tra cui l'esistenza reale e la piccolissima massa dei neutrini. La sua proposta pratica consiste, in modo molto semplice e al tempo stesso impegnativo 😉, nella verifica e nell'esperienza personali.

A proposito di neutrini

In questo contesto diventa più chiara l'origine di «Neutrinos Through Windows» o «Neutrinos Through Design»:
Noi e l'intero universo siamo attraversati da miriadi di neutrini provenienti dalle stelle; simbolicamente essi formano il «tessuto» dell'universo. Il mio gioco di parole cabalistico «Neutrinos Through Windows» (neutrini attraverso il programma Windows oppure neutrini attraverso la finestra dell'universo) —oggi, più in generale, «Neutrinos Through (Human) Design»— è quindi un omaggio al flusso (sanguigno) dell'universo.

Approfondisci i neutrini, la loro doppia «massa» e il flusso sanguigno dell'universo

Non uno stile di vita, ma un esperimento serio

Una cosa mi sta a cuore: Human Design non è concepito come un modello di vita alla moda, né come la variante psicologica di una dieta di tendenza da provare per qualche settimana e poi sostituire con la successiva. Non vuole nemmeno fornire una nuova identità dietro cui nascondersi. Allo stesso modo, non dovrebbe essere usato come scusa per sé o per gli altri.

Altrettanto importante: Human Design non è una Bibbia. Non è morale né dogmatico, bensì integrativo, rispettoso, stimolante e orientativo. La tua esperienza dell'ambiente circostante riflette, attraverso il tuo punto di vista, il luogo in cui ti trovi in questo momento. Non puoi cambiare il vento, ma puoi regolare le vele, ossia riallineare la tua prospettiva.

È uno strumento con cui una persona può osservare più attentamente se stessa, le proprie decisioni, le proprie relazioni e quella che Ra definiva la «meccanica del Maya o della vita». Ciò che conta non è quanto una descrizione suoni impressionante, ma se la strategia e l'autorità interiore proposte si dimostrino valide nella vita quotidiana.

Per questo, secondo la propria concezione, Human Design non è un sistema di credenze, bensì un sistema esperienziale e di vita. Un simile esperimento richiede tempo. Condizionamenti, abitudini e giustificazioni mentali non svaniscono leggendo un rapporto.

Non decide la mente, ma l'autorità del corpo

Una delle affermazioni più radicali di Human Design è: la mente non è l'autorità interiore per le decisioni personali. L'autorità individuale deriva dalla definizione corporea del grafico. A seconda del design può manifestarsi, per esempio, come chiarezza emotiva nel tempo, risposta sacrale, percezione immediata della milza o un altro processo legato al corpo.

La Strategia descrive il modo in cui un tipo incontra la vita; l'Autorità descrive come una decisione concreta può diventare corretta per quella persona. Non si tratta di credere nell'una o nell'altra, ma di verificarle ripetutamente in situazioni reali.

Il corpo vive già nel momento presente. La mente può confrontare possibilità e costruire storie, ma secondo questo modello non possiede la stessa intelligenza immediata della propria forma.

La mente resta importante, ma nel suo ruolo corretto

Liberare la mente dall'autorità decisionale non significa svalutarla. Può osservare, distinguere, ricordare, comunicare e tradurre le esperienze in parole per gli altri.

Il nostro stesso linguaggio ci ricorda la corporeità necessaria: vogliamo afferrare e comprendere la vita. La conoscenza resta incompleta quando circola esclusivamente nella mente come pensiero astratto. Acquista profondità quando qualcosa viene davvero sperimentato, vissuto e riconosciuto nel proprio corpo.

La mente è dunque una testimone e mediatrice preziosa, ma non è alla guida della propria vita.

La differenza tra esperienza umana e IA

L'intelligenza artificiale può organizzare grandi quantità di testo, riconoscere schemi, spiegare concetti e riassumere affermazioni in modo eccellente. Può così essere d'aiuto nell'apprendimento e nella riflessione.

Un'IA, tuttavia, non possiede un corpo umano, un'autorità interiore personale né una biografia vissuta. Può descrivere un'onda emotiva, ma non attraversarla; può spiegare una risposta sacrale, ma non reagire essa stessa in quel modo.

Il possibile valore di Human Design non deriva quindi da descrizioni sempre più perfette, ma dall'esperimento personale. L'informazione può indicare la strada; soltanto l'essere umano può percorrerla e viverla.

I concetti di base, passo dopo passo

Fonti e ulteriori presentazioni originali

Questa presentazione si basa sulle prime informazioni di New SunWare e su fonti legate all'insegnamento originale. Le affermazioni sull'origine e sul funzionamento sono indicate come affermazioni del Sistema Human Design.